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Fumetto Umoristico, Fumetto Realistico, Fumetto Manga: quali sono le differenze tra i vari stili.

Tanti generi, diversi tratti e un’infinità di artisti: ecco cosa differenzia le tipologie di fumetto nella storia.

La lettura dei fumetti è una vera e propria passione per milioni di persone in tutto il mondo, da diverso tempo e chissà per quanto altro ancora, e indipendentemente dal genere e dalla fascia di età. Ma il mondo del fumetto si divide in numerose tipologie e categorie diverse, tra generi e stili (e personaggi) che nella storia di questa disciplina hanno fatto la fortuna stessa di questa arte.

Non solo supereroi, quindi, ma talmente tanti altri generi e tipologie di storie e personaggi che partono proprio dalla stessa genesi del fumetto, nato come di satira sociale e che nel corso della storia ha abbracciato target e storie differenti, da quelle per ragazzi e bambini alle strisce comiche fino alla pubblicità.
Ma sono 3, in particolare, le categorie – anche parlando in tema di stile – del fumetto: quello umoristico, quello realistico e il Manga.

Partiamo proprio dall’ultimo, il Fumetto Manga, la cui origine giapponese ed estrema popolarità anche oltre il Sol Levante, viene caratterizzata da un tratto grafico unico e ben definito nonché da storie focalizzate sulla vita emotiva dei protagonisti.
Se il termine Manga stesso, per noi occidentali, indica i fumetti di origine giapponese, proprio In Giappone fa riferimento più generalmente a tutti i fumetti, indipendentemente da target, tematiche e origine.
Un genere fiorito negli anni ’50 e divenuto presto uno dei principali settori dell’industria giapponese, con un mercato che nel 2007 aveva stimato 406 miliardi di yen, solo per citare un numero noto.
I Manga vengono principalmente stampati in bianco e nero su riviste contenenti più storie, ognuna presentata con singoli capitoli e poi ripresa nel numero successivo.
I manga presentano figure dai tratti si potrebbe dire infantili, anche se ad oggi non mancano anche stili di disegno molto differenti.
Oggi quindi le maggiori differenze tra manga e altre tipologie di fumetto occidentale risiedono nell’impaginazione, nello stile di rappresentazione e nella narrazione. Il Manga, ad esempio, vanta una impaginazione più larga rispetto all’occidentale (18×27 cm) e un formato B4 serie JIS (257 × 364 mm) per i volumi professionali e A4 (210 × 297 mm) per le doujinshi, riviste pubblicate in proprio, mentre in Occidente è in genere realizzato su formato più grande, dall’A3 in su.

E il Fumetto Realistico?

Si tratta del genere che più degli altri consente al lettore di identificarsi maggiormente nei personaggi della storia, grazie ad una certa “affinità” stilistica e in tema di narrazione.
Qui le tecniche di realizzazione sono più che mai definite, tra particolari direttive in termini di luci e ombre, chiaroscuri, volumi e materiali.
Tutto questo consente al lettore di immedesimarsi appieno nella storia, tanto da farlo sentire protagonista attivo in momenti clou in termini storici o delittuosi o in situazioni fantasy originali.
Si tratta di un
metodo di disegno tradizionale che da generazioni accompagna nomi storici del panorama fumettistico internazionale, come storie di personaggi di Superman o Dylan Dog.
Il Fumetto realistico vanta inoltre anche
proporzioni realistiche anche per l’anatomia dei personaggi.

Infine, il Fumetto Umoristico…

Forse il grande padre di tutti i fumetti, storia di questa disciplina artistica alla mano, il Fumetto umoristico include tutte le strip satiriche e divertenti, per i più piccoli o per adulti, anche in tema di satira e politica.
In Italia molti sono gli esempi di disegnatori divenuti celebri per le spassose e spietate vignette satiriche, tra i quali artisti come Vauro, Forattini, Pericoli, Altàn e Pazienza. E poi c’è l’ambito dell’infanzia, dove spadroneggiano esempi come Snoopy o la saga di Topolino e Paperino & co targata Disney.
Si tratta dunque del primo tipo di fumetto sviluppato e può essere indirizzato, a seconda del tipo di umorismo, ai bambini e agli adulti, oppure persino a tutti i pubblici grazie a diversi livelli di lettura.
Un esempio? Rat-Man o Asterix.
Impossibile non conoscerli, anche graficamente, nel loro spaziare in termini di stile e tratto dall’essenzialità quasi grafica alla ricchezza nei dettagli, tra bianco-neri e colori sgargianti, con focus sull’esasperazione di alcune caratteristiche dei personaggi. Ovviamente quelle più vistose o divertenti.

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